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Una dieta sbagliata mette a rischio 6 italiani su 10
Vera Lanza, N. 5 maggio 2010
Troppe bistecche, salami e prosciutti fanno male: il rischio di ammalarsi di tumore allo stomaco aumenta con un forte consumo di carni rosse, soprattutto se cotte alla brace: da evitare è quell´immancabile parte bruciacchiata. Se ne parla tanto e da tempo, eppure le nostre abitudini a tavola non accennano a cambiare. La dieta di 6 italiani su 10 e' rischiosa per il tumore allo stomaco. Gli italiani consumano troppi insaccati e carne rossa alla brace: il 9% ne mangia tutti i giorni e il 56% tre o 4 volte a settimana. Solo il 10% assume frutta e verdura correttamente. Nonostante queste cattive abitudini, il 70% dei connazionali non pensa di essere a rischio e solo il 42% individua nell'alimentazione scorretta e nella mancanza di attività fisica potenziali fattori nocivi anche per il cancro. Anzi, la metà è convinta che l’inquinamento sia un fattore di rischio più importante della dieta. E' quanto emerge dal primo sondaggio realizzato dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), con il sostegno di Roche, su più di 600 intervistati. L’obiettivo - spiega Carmine Pinto, coordinatore del progetto Aiom e responsabile dei trattamenti integrati dei tumori del tratto gastro-enterico dell'oncologia medica del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna – e’ sondare il livello di consapevolezza dei cittadini su una patologia particolarmente aggressiva che colpisce ogni anno circa 13 mila persone e che rappresenta il quarto big killer nel nostro Paese, anche se con importanti differenze di incidenza tra le diverse aree geografiche". I risultati sono stati presentati nel capoluogo lombardo alla vigilia di un convegno nazionale dedicato a questa neoplasia. Analizzando i dati e’ emerso che fra i cittadini è diffusa una preoccupante mancanza di conoscenze e anche una grande richiesta di informazione. Il 93% non ha mai sentito parlare del tumore dello stomaco, il 57% non sa se esistano esami in grado di individuarlo precocemente, l'84% non ha mai letto nessun articolo sull'argomento, ma ben il 78% vorrebbe saperne di più su come prevenire e affrontare questa malattia. Dal sondaggio e’ emerso anche che il 79% degli intervistati ritiene che il cancro gastrico non sia guaribile. Si stanno però registrando importanti progressi nel trattamento del tumore dello stomaco in stadio avanzato. Sono oggi disponibili farmaci mirati su bersagli cellulari come il trastuzumab che ha dimostrato, in combinazione con la chemioterapia tradizionale, di allungare la sopravvivenza nei pazienti HER2 positivi, che rappresentano circa il 20% di tutti i casi di questa neoplasia. Questo anticorpo monoclonale, recentemente ha ottenuto dall'Emea, l’Agenzia europea del farmaco, l'approvazione, in combinazione con la chemioterapia, proprio per il trattamento del tumore gastrico in stadio avanzato HER2 positivo sulla base dei risultati dello studio internazionale Toga. Il trastuzumab potrebbe rappresentare solo il primo dei farmaci 'intelligenti' che entra nell'armamentario dell'oncologo medico per il trattamento del cancro gastrico, considerando anche che i casi HER2 positivi rappresentano meno di un quarto dei tumori dello stomaco. Per identificare i pazienti che possono beneficiare di specifici trattamenti sistemici - aggiunge Giuseppe Viale, ordinario di anatomia patologica all'università di Milano e direttore della divisione di Anatomia Patologica dell'Ieo di Milano - è essenziale definire correttamente le caratteristiche biologiche delle cellule neoplastiche e determinare con la maggiore accuratezza possibile la positività per HER2. Ciò che l'anatomo patologo scrive nel referto diventa infatti uno dei pilastri fondamentali delle successive scelte terapeutiche". La diagnosi precoce per questo tipo di tumore è però tutt'ora difficoltosa, perché i sintomi sono generici (come cattiva digestione o dolore alla parte alta dello stomaco) e spesso compaiono quando la malattia è già in fase avanzata. Ecco perché dove emerge il sospetto che un paziente possa sviluppare questo tumore andrebbero fatte in tempi utili una gastroscopia seguita da biopsia. I dati del sondaggio attestano la necessità di una migliore comunicazione ai cittadini, da realizzarsi sia grazie all’apporto fondamentale del medico di famiglia in collaborazione con lo specialista, sia attraverso una vera e propria campagna informativa capillare, su fattori di rischio e sintomi rispetto a questa patologia.
In questa direzione pensa di muoversi l’Aiom nel prossimo biennio realizzando una guida per il cittadino, un sito internet in cui si potranno reperire informazioni rilevanti su questa neoplasia con un linguaggio semplice e diretto e un opuscolo che conterrà consigli utili anche su quali alimenti scegliere e come cucinarli. Come evidenziato dalla maggioranza degli oncologi (74%), si
tratta di un tipo di tumore in diminuzione negli ultimi anni, ma questo non deve indurre ad abbassare la guardia, visto che la sopravvivenza media a 5 anni dall'intervento chirurgico è ancora del 30%.
La dieta, cosa mettere nel paniere della spesa
Stop a carni rosse e insaccati e via libera a frutta e verdura. Come dimostrato da molti studi durante la preparazione delle carni per il barbecue si sprigionano idrocarburi cancerogeni, che favoriscono lo sviluppo di un tumore. Ne è un ‘esempio’ il Giappone, che detiene il triste primato delle neoplasie gastro-intestinali proprio per le sue tradizioni culinarie caratterizzate dall’alto consumo di alimenti affumicati (cotti, quindi, con una procedura simile alla brace).
Ben venga, invece, una dieta ricca di frutta e verdura. Un'alimentazione sana e varia è quindi la prima vera 'ricetta' da seguire per allontanare il rischio di questa malattia che solo nel 2006 in Italia ha fatto registrare 13 mila nuovi casi e 8 mila morti. Ma la situazione è ancora più preoccupante oltre oceano. In testa alla classifica degli amanti del barbecue si sono posizionati come era prevedibile gli americani (70% della popolazione), seguiti da australiani (60%), francesi (55%) e tedeschi (50%), gli italiani si piazzano comunque al quinto posto (38 %).
La prevenzione resta la via migliore per combattere i tumori gastroenterici. E l'adozione di stili di vita corretti è la prevenzione basilare. Per ridurre il rischio di carcinoma gastrico, è consigliabile consumare molta frutta e verdura, moderare l'uso di insaccati e alcol, evitare il fumo e, quando si cuociono alla brace i cibi, preferirli poco cotti. E proprio le diverse abitudini alimentari fanno sì che l´incidenza del tumore allo stomaco sia diversa nei vari Stati e addirittura all´interno di uno stesso Stato. E´ quello che accade in Italia, dove al sud, terra più ricca di cibi freschi, senza conservanti, l´incidenza di questa neoplasia è minore rispetto al nord dell’Italia. Tra le regioni più colpite da questa neoplasia, infatti, ci sono Umbria, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Marche. Il Meridione, invece, si distingue in positivo. Rispetto al numero di casi di cancro dello stomaco la Puglia ha un’incidenza inferiore di ben il 32% rispetto alla media nazionale, e in generale, rispetto alla totalità dei tumori, nel 2006 è la regione che ha registrato il più basso numero di casi registrati ogni anno, dietro solo a Calabria e Sicilia.
Il tumore dello stomaco - epidemiologia e fattori di rischio
Il tumore dello stomaco è il quarto tumore più frequentemente diagnosticato ed è la seconda causa di morte per neoplasia nel mondo. È più diffuso negli uomini che nelle donne ed è tipico nell´età medio-avanzata, con una tendenza all´aumento nei soggetti anziani; incidenza e prognosi variano in base alle regioni geografiche considerate. I tassi di incidenza più elevati si riscontrano in Giappone, Corea, Cina, Sud America ed Europa dell´Est, mentre quelli più bassi si ritrovano in Canada e negli Stati Uniti. Nel mondo, secondo le stime del 2002, 934.000 persone hanno avuto una diagnosi di tumore gastrico e 700.000 pazienti ne sono morti. In Europa si registrano circa 192.000 nuovi casi ogni anno con un rapporto fra uomini e donne di 1,6:1.
In Italia, le neoplasie gastriche costituiscono la quarta causa di morte per tumore, anche se la loro incidenza è in diminuzione. Le stime per l´Italia indicano un totale di 12.833 nuovi casi per il 2007. Esiste una differenza significativa fra il nord e il sud del Paese: il rischio è molto basso in tutte le regioni meridionali e insulari mentre raggiunge il massimo grado nelle zone al confine tra Toscana, Romagna, Marche ed Umbria, ed al confine tra Emilia e Lombardia. I tassi di incidenza forniti da numerosi Registri tumori confermano questo quadro.
Nel periodo 1998-2002 il tumore allo stomaco è risultato, in termini di frequenza, il sesto tipo di cancro diagnosticato nel sesso maschile (5,2% del totale), e il quinto nel sesso femminile (4,5% di tutti i tumori). Nei Paesi occidentali la maggior parte dei pazienti con tumore gastrico viene diagnosticata quando il tumore è in stadio avanzato e secondo stime AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), in Italia i pazienti diagnosticati in stadio avanzato sarebbero più del 60%.
Fattori di rischio. Il tumore dello stomaco è - almeno in parte - figlio delle abitudini alimentari. Lo dimostrerebbe l´associazione tra cambiamento di alimentazione (in particolare il diminuito consumo di carni cotte alla brace e la migliore conservazione dei cibi) e la diminuzione del numero di casi di carcinomi gastrici. Anche per questa patologia è bene ricordare che la diagnosi precoce incide in modo significativo sulla prognosi.
Numerosi studi confermano che il cancro gastrico viene favorito da:
- forte consumo di cibi conservati ricchi di nitrati
- alimentazione povera di frutta e verdura
- infezione da Helicobacter pylori
- forte consumo di sigarette e, in misura minore, di alcol
- familiarità. Anche se non si può parlare di tumori ereditari dello stomaco, si è però visto che in alcuni gruppi familiari è più facile ammalarsi
Prevenzione. E’ un tumore difficile da diagnosticare precocemente e che si può sconfiggere solo se si interviene in tempi rapidi, rimuovendolo del tutto. La prevenzione rimane essenziale per combattere l’insorgenza dei tumori gastro-intestinali, soprattutto l’adozione di stili alimentari corretti. La dieta mediterranea, soprattutto un forte consumo di frutta e verdura, rappresentano importanti fattori protettivi. Purtroppo la diagnosi precoce del tumore gastrico è difficoltosa perché i sintomi sono generici e spesso compaiono quando la malattia è già in fase avanzata. Per scoprire precocemente una eventuale neoplasia e curarla tempestivamente, è importante conoscere i segnali che potrebbero essere le "spie" del tumore gastrico o almeno di una predisposizione alla malattia:
- cattiva digestione o dolore localizzato nella parte alta dello stomaco dopo aver mangiato. Nella gran parte dei casi questi disturbi derivano da altre patologie, ma talvolta possono essere il primo segnale di un cancro gastrico.
- presenza di un’ulcera gastrica. Questa malattia può portare la mucosa gastrica a uno stato di progressivo deterioramento e, alla fine, al tumore.
- gastrite atrofica
Se si riscontrano uno o più di questi sintomi è importante avvertire il medico curante che stabilirà, caso per caso, le indagini diagnostiche necessarie. La più utile è solitamente l´endoscopia con eventuali biopsie.
Se il tumore è inferiore ai 2 centimetri di diametro, le probabilità di successo delle cure sono molto buone: in questi casi, la percentuale delle guarigioni è abbondantemente al di sopra della metà dei casi trattati.
A Napoli nasce il 'superpomodoro', un’arma in più contro i tumori
Una nuova arma per combattere il tumore della prostata, e non solo. Se fino ad oggi le proprieta' antiossidanti del pomodoro, componente principe della dieta mediterranea, erano gia' in grado di proteggere la membrana cellulare e il suo contenuto dagli attacchi dei radicali liberi, ora queste funzioni protettive possono essere 'aumentate' grazie ad un ortaggio frutto di incroci di diverse varieta' di pomodori. Nasce cosi', dalla ricerca italiana, 'il superpomodoro', creato nei campi sperimentali dell'Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR di Napoli. Del tutto naturale e non transegenico, ad alto valore nutrizionale. "Questo pomodoro, nato dalla fusione dei corredi genetici di alcune varieta' di pomodori neri e linee pure di San Marzano, risponde perfettamente alle caratteristiche nutrizionali di prevenzione", ha spiegato Mauro Dimitri, presidente della World Foundation of Urology, alla conferenza stampa di presentazione della Settimana di Prevenzione del tumore alla prostata. "Possiede infatti un'attivita' antiossidante totale superiore ad altri ibridi di pomodoro normalmente in commercio - ha spiegato - e contiene una nuova famiglia di antiossidanti chiamata Antocianine, riconosciute per il loro ruolo di protezione in alcune sindromi metaboliche come quelle cardiovascolari, diabete, obesita' ed elevati livelli di colesterolo e trigliceridi. Degli esperimenti condotti hanno inoltre dimostrato - ha concluso Dimitri - la perdita di solo il 20% dell'attivita' antiossidante totale a 300 gradi per 5 minuti". Il 'superpomodoro', nuovo alleato per la prevenzione, pronto per essere immesso sul mercato ha incassato anche il parere positivo della Coldiretti. Che ha affermato che si tratta di una dimostrazione concreta del fatto che si possono ottenere ottimi risultati dalla ricerca al naturale che coniuga tradizione ed innovazione, senza ricorso agli organismi geneticamente modificati (Ogm).
Secondo uno studio usa, l’aglio è il nuovo marker anti-tumore
Già noto, leggendariamente, per allontanare i vampiri, e' conosciuto popolarmente come toccasana per la protezione dello stomaco da infezioni di diversa natura. Non solo: grazie a uno studio pilota condotto da un gruppo di ricercatori dell'Ohio State University's Comprehensive Cancer Center (Usa) guidati da Earl Harrison e pubblicato sulla rivista Analytical Biochemistry, all'aglio viene ora riconosciuta anche una proprieta' anti-cancerogena: tanto piu' se ne consuma, tanto piu' basso e' il rischio che si sviluppino processi chimici potenzialmente cancerogeni. L'insorgenza del tumore, si legge nella ricerca, puo' dipendere da specifici composti contenenti azoto in grado di trasformare in agenti cancerogeni alcune sostanze presenti in determinati cibi, come carni lavorate o alimenti trattati ad alte temperature: l'aglio sarebbe in grado di interrompere il processo chimico che porta alla formazione delle cellule tumorali.
Più attenzione alla qualità della vita delle donne colpite da tumore
Equipe integrate da psico-oncologi, incontri individuali e di gruppo. Ma anche librerie, percorsi spirituali, corsi con truccatori esperti e massaggi shiatzu, fino ad asili nido in ospedale. Sono alcuni degli sforzi messi in campo dai reparti oncologici italiani per attuare una ‘svolta rosa’ e mettere al centro dei percorsi di cura la qualita’ della vita delle donne colpite da tumore. Piu’ di 100mila ogni anno, secondo gli esperti di tre centri di eccellenza italiani - la Fondazione Pascale di Napoli, l'Istituto europeo di oncologia di Milano e il Gemelli di Roma - che in occasione della Festa della donna, hanno organizzato per la prima volta tre meeting in parallelo sul ruolo centrale del supporto alla persona nella sua interezza e non solo della malata. ‘Il tumore non sconfigge la femminilità’, e' il messaggio che lanciano gli esperti, ricordando che per le donne tumori come quello alla mammella (37mila casi l'anno), o il carcinoma ovarico (4mila), sono particolarmente ‘difficili’ perché investono l'essenza della personalità femminile e minacciano la possibilità riproduttiva. Accanto a terapie con sempre meno effetti collaterali e a modalità di intervento sempre più ‘conservative’, è fondamentale il lavoro di equipe che comprendano anche gli psicologi. Al Pascale da due anni, per esempio, e' stato istituito un vero e proprio dipartimento ‘per la qualità della vita’: attraverso anche questionari alle pazienti e’ emerso che il distacco dai figli e' uno dei problemi fondamentali per le giovani donne. Per questo e' stata aperta una ludoteca dentro l'ospedale dove le mamme possono incontrare i loro bambini. Allo Ieo propongono invece percorsi di supporto anche di coppia e lezioni di cura del proprio benessere e della propria immagine come sessioni sul trucco tenute da professionisti volontari. Al Gemelli si punta sul rendere l'ospedale bello e piu' umano, ad esempio con lo spazio 'Libreria dell'anima' dove le pazienti possono leggere o ascoltare musica, ma anche sulla formazione dei giovani medici.
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