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L’elettroporazione, nuova tecnica per curare le metastasi ossee
Paola Sarno, N. 8/9 agosto/settembre 2010
Elettrodi introdotti nel tessuto alterato delle metastasi, che si formano nel tessuto osseo in seguito alla proliferazione di tumori primari, creano campi elettrici che fanno "aprire" i pori nella membrana cellulare e permettono così un più facile e aumentato ingresso dei farmaci antitumorali nelle cellule malate. È questa la tecnica che l'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna ha recentemente presentato in anteprima nazionale dopo averla applicata in clinica su pazienti con metastasi ossee.
L’elettroporazione
«Con l'elettroporazione, questo il nome della tecnica che abbiamo portato dalla fase preclinica al paziente, il farmaco antiblastico, quello cioè che elimina il tumore, entra in modo estremamente diretto nelle cellule malate e la sua efficacia viene potenziata soltanto nelle aree interessate dal campo elettrico», ha spiegato in una nota la dottoressa Milena Fini, coordinatrice del Centro di riferimento specialistico di studi preclinici tecnologie e terapie innovative dell’Istituto Rizzoli, che è stata alla guida della sperimentazione. La nuova tecnica per combattere le metastasi ossee nei pazienti oncologici con un grado di malattia molto severo è stata realizzata insieme alla Igea, un'azienda di Carpi che produce l'apparecchiatura con cui viene eseguita la nuova tecnica di elettroporazione. Questa operazione è stata possibile anche per merito del contribuito economico e finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna (Carisbo) e del ministero dello Sviluppo Economico.
I risultati ottenuti con la nuova tecnica
«Le conseguenze positive della nuova tecnica della elettroporazione sono essenzialmente due: innanzitutto l'efficacia del trattamento aumenta, vale a dire che le cellule tumorali vengono distrutte in maniera molto semplice. Ciò implica che l'impalcatura ossea non venga né intaccata né alterata. E questo significa - ha continuato la coordinatrice del Centro di riferimento specialistico di studi preclinici, tecnologie e terapie innovative dell’Istituto Rizzoli - che l'osso si ricostituisce con cellule sane anche dopo il trattamento. Non si ha quindi il cosiddetto 'crollo', insomma, quello che era causato dalle terapie ablative tradizionali, quei trattamenti curativi che per colpire la metastasi alteravano maggiormente la biomeccanica dell'osso. Tali rimedi imponevano successivamente al trattamento di intervenire ulteriormente e invasivamente con diverse tecniche, come, per esempio con delle iniezioni di cemento, effettuate allo scopo di sostenere l'osso indebolito».
La sperimentazione sul tessuto osseo
Ciò che si è sperimentato al Rizzoli prima era utilizzato solo per applicazioni limitate, ed esclusivamente su tessuti molli, vale a dire, per esempio, per i tumori primitivi e metastatici della pelle. Il gruppo di ricerca di Bologna, invece, è riuscito a creare, mettendo a punto la tecnologia dell’elettroporazione, un campo elettrico idoneo al tessuto osseo, risparmiando i tessuti muscolari, vascolari e nervosi. Del gruppo di ricerca hanno fatto parte, insieme ai ricercatori del Laboratorio di studi preclinici e chirurgici, diretto da Roberto Giardino, anche i chirurghi ortopedici Mercuri, Boriani, Bianchi, Campanacci, Gasbarrini, che hanno condotto in particolare la sperimentazione in clinica, e l'anatomo-patologo Alberghino.
E, nel Laboratorio stesso, inoltre, sono in corso ulteriori studi per utilizzare questa tecnica anche per le lesioni tumorali di altri organi come il fegato ed il pancreas. Se queste applicazioni sperimentali dovessero dimostrarsi funzionali si aprirebbe la strada a diverse possibilità di cura innovative per tutte quelle neoplasie che hanno un alto tasso di mortalità o che sono localizzate in punti che non consentono l'asportazione chirurgica. La tecnica della elettroporazione e la fase iniziale della sperimentazione finora effettuata nell’Istituto bolognese è stata presentata nell’ambito di un convegno nell'Aula Magna del Centro di ricerca del Rizzoli proprio a Bologna. L’evento è stato aperto dal direttore scientifico del noto ospedale oncologico del capoluogo emiliano, Francesco Antonio Manzoli. In seguito è stato poi illustrato il percorso di ricerca preclinica e sperimentazione che ha portato al successo della elettroporazione nel trattamento delle metastasi ossee.
Le metastasi ossee
Questo tipo di metastasi colpisce persone affette da patologie oncologiche gravi di tutte le età, a differenza dei tumori primitivi dell'osso che sono più che altro concentrati nelle fasce di età giovanile della popolazione. In termini d’incidenza, ogni anno, in Europa, i casi di metastasi ossee sono 1.100.000. Queste pericolose conseguenze dei tumori primari causano nelle persone colpite gravi dolori e sofferenze, una ridotta mobilità, nonché la predisposizione alle fratture e numerose complicazioni neurologiche. Le metastasi ossee che colpiscono la colonna vertebrale, infatti, possono compromettere in modo molto grave sia il midollo spinale che i nervi che la attraversano, inficiando la funzionalità e le possibilità di movimento degli individui affetti da malattie neoplastiche in fase avanzata.
I malati oncologici italiani equiparati ai fannulloni?
L’Associazione “Giuseppe Dossetti – I Valori” (www.dossetti.it), ha denunciato che il decreto a firma del ministro Brunetta, convertito in Legge dal Parlamento da poco più di un anno, colpisce in maniera vessatoria i dipendenti affetti da patologie croniche che devono sottoporsi a controlli periodici.
Il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione, Corrado Stillo, ha dichiarato che «presso l’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti arrivano continue segnalazioni di malati oncologici che si vedono decurtare dallo stipendio una giornata lavorativa, impiegata per compiere i necessari controlli post-operatori o per effettuare visite considerate necessarie dagli specialisti. Perciò - ha continuato Stillo - riteniamo che questo provvedimento, pensato ed attuato per gli assenteisti, sia altamente iniquo, nonché vessatorio ed umiliante, per i malati di gravi patologie e per i grandi invalidi, che oltre al danno subiscono la beffa di trattenute dallo stipendio». L’Associazione Dossetti ha chiesto per questo motivo al Governo di modificare con urgenza il provvedimento, per non penalizzare quei malati che devono assentarsi anche per un solo giorno per terapie e controlli inderogabili.
Un corso di make-up per imparare i “trucchi del mestiere”
Si chiama “Specchio, specchio delle mie brame” il corso di make-up tenuto da insegnanti professionisti, truccatori esperti della Scuola romana “Studio 13”, che mostrano alle donne ospitate negli Istituti “Regina Elena” e “San Gallicano” piccoli stratagemmi per mettere in risalto e valorizzare il proprio aspetto. «Riteniamo - spiega il Direttore Generale digli Istituti della Capitale, Francesco Bevere - che il compito di una struttura ospedaliera al servizio delle persone non sia solamente quello di garantire la qualità delle cure, ma al pari quello di saper soddisfare anche i bisogni inespressi degli assistiti. Il progetto è rivolto ad attenuare un disagio specifico avvertito dalle pazienti. Sono le donne, infatti, a subire maggiormente gli effetti antiestetici provocati dai trattamenti chemioterapici. L’obiettivo che ci proponiamo è quindi quello di alleviare tale sensazione di disagio, dimostrando a queste donne di poter recuperare la “forma”, già durante il ricovero ospedaliero». E il direttore Artistico di “Studio 13”, Dott. Paolo Panczyk, ha aggiunto che anche il truccatore può cambiare un’espressione del viso seria e preoccupata utilizzando non solo la tecnica ma anche il cuore per poter regalare di nuovo il valore del sorriso.
Iarc: l’obesità causa davvero il 30% dei casi di tumore al seno?
Una relazione presentata alla European Breast Cancer Conference di Barcellona, dai ricercatori dell'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), sostiene che tre casi di cancro al seno su dieci potrebbero essere evitati con uno stile di vita più sano. I ricercatori dello IARC hanno messo in evidenza che dal 25 al 30% delle donne inglesi che ogni anno ricevono una diagnosi di tumore alla mammella potrebbe evitare la neoplasia al seno semplicemente adottando uno stile di vita più salutare a base di una dieta equilibrata con un moderato esercizio fisico. Gli studiosi hanno affermato, tuttavia, che ulteriori ricerche dovranno essere effettuate per comprendere l'effettiva importanza di un peso corporeo nella norma come fattore preventivo nell’insorgenza del cancro alla mammella. Robert Baan, esperto dello IARC, in particolare, ha messo in evidenza come non sia ancora chiaro se le donne già in sovrappeso, dimagrendo, potrebbero diminuire il rischio di sviluppare il cancro al seno, oppure se il danno a lungo termine è già stato compiuto.
No ai dati sanitari dei dipendenti sui siti delle aziende
Il Garante della Privacy ha vietato ad una società l'ulteriore diffusione dei dati sulla salute di un dirigente pubblicati sul sito dell'azienda e liberamente reperibili nel web. Il provvedimento (di cui è stato relatore Giuseppe Chiaravallotti) è stato adottato in seguito alla segnalazione del dirigente che, dopo aver ricevuto comunicazione della risoluzione del rapporto di lavoro, è venuto a conoscenza di un comunicato stampa, pubblicato su una pagina del sito dedicata agli investitori, dove erano riportati nome, cognome, informazioni sul suo stato di salute e sull'assenza dal lavoro dovuta a uno ''stato morbile''. Il dirigente aveva anche lamentato come incontrasse difficoltà nel proprio reinserimento professionale. Dal canto suo la società ha giustificato il proprio operato appellandosi alla necessità di chiarezza e trasparenza richiesta dal mercato nel quale opera. Nel motivare la sua decisione, il Garante ha ribadito che la diffusione delle informazioni idonee a rilevare lo stato di salute è vietata dal Codice sulla Privacy e ha sottolineato che la richiamata esigenza di trasparenza avrebbe potuto essere ugualmente perseguita dalla società omettendo nel comunicato stampa l'indicazione delle condizioni di salute del dirigente. L'azienda ha adempiuto entro i tempi stabiliti al provvedimento del Garante rimuovendo i dati dal sito.
Un disegno di legge sulle protesi mammarie
Divieto di intervento di plastica mammaria per soli fini estetici alle minorenni, ma anche un Registro nazionale, e uno per ogni Regione, sugli interventi di protesi al seno. È quanto prevede il disegno di legge approvato dal Governo il 19 marzo scorso. Da ricerche effettuate è emerso che il ricorso ad impianti protesici mammari comporta delle conseguenze sulla salute della donna, che variano a seconda della tecnica utilizzata e del materiale impiegato. Si è perciò resa necessaria l'istituzione di un Registro Nazionale e di Registri regionali per la prevenzione, diagnosi e cura dei soggetti sottoposti all'impianto. I Registri raccoglieranno i dati relativi agli impianti protesici, con particolare riguardo alle informazioni concernenti la durata degli impianti, gli effetti collaterali ad essi connessi nonché l'incidenza dei tumori mammari e delle malattie autoimmuni. I dati personali oggetto di trattamento saranno raccolti rispettando la normativa vigente in materia di protezione di dati personali, in conformità ai principi di liceità, proporzionalità, necessità e indispensabilità del trattamento dei dati personali. A comunicare i dati saranno i responsabili delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate ove vengono effettuati interventi di plastica mammaria, mediante l'attribuzione di un codice identificativo univoco del soggetto sottoposto all'impianto che non consenta l'identificazione diretta dell'interessato.
Epilessia tumorale: online all’Ire il primo sito web
È stato recentemente creato, presso l’Istituto Nazionale Regina Elena di Roma, un sito web del Centro per la cura dell’Epilessia Tumorale (CET) del Dipartimento di Neuroscienze, unico punto di riferimento in Italia che, dal 2005, si occupa di epilessia causata da neoplasie cerebrali. Il Centro è ufficialmente riconosciuto dalla Lega Italiana Contro L'Epilessia (LICE), società scientifica il cui obiettivo è quello di contribuire alla cura e all'assistenza dei pazienti con epilessia e al loro inserimento nella società.
«Il sito - ha spiegato la Dott.ssa Marta Maschio, Responsabile del Centro - ha come obiettivo principale quello di creare una rete tra i pazienti, i loro familiari, gli specialisti di altre realtà e la nostra struttura. Abbiamo voluto andare oltre sms ed e-mail, realizzando un portale con due sezioni: una per i medici, l’altra per gli assistiti e per i loro familiari, che contenesse soprattutto un forum. Riteniamo infatti che, oltre ad essere curate, le persone hanno bisogno di essere ascoltate e di poter condividere tra loro sensazioni, paure, informazioni».
L’epilessia è spesso il sintomo più comune nelle persone colpite da tumore al cervello. Nel 20-40% dei casi le crisi sono presenti al momento della diagnosi. Mentre circa il 40 % di chi non presenta crisi epilettiche quando si manifesta la malattia, le svilupperà successivamente.
Premiato come migliore articolo 2009 un lavoro della cattolica
Il migliore articolo di rassegna per il 2009 della rivista internazionale Journal of Chemotherapy, uno dei punti di riferimento più importanti al mondo per la ricerca in oncologia, è opera di un gruppo di ricercatori dell’Unità Operativa di Oncologia Pediatrica dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma, diretta da Riccardo Riccardi.
«Questo lavoro - ha affermato Riccardi - focalizza un aspetto importante relativo alla qualità di vita del bambino con tumore durante la fase della chemioterapia». Il titolo dell’articolo è “Gestione farmacologica della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia in bambini con il cancro”.
«Neppure le case farmaceutiche dedicano alla sperimentazione oncologica pediatrica molte risorse. L’incidenza del cancro nei bambini è meno di un trentesimo di quella degli adulti e dunque si investe meno», ha spiegato Antonio Ruggiero, oncologo pediatra del Gemelli, che assieme a M.Giuseppina Cefalo, dottore di ricerca dell’Istituto di Clinica pediatrica della Cattolica, è primo autore dell’articolo. Per questo i ricercatori del Gemelli hanno deciso di scandagliare la letteratura scientifica degli ultimi dieci anni per cercare di mettere insieme una serie di suggerimenti terapeutici su come alleviare gli sgradevoli effetti collaterali di ogni chemioterapia nei bimbi ammalati.
Marocco: un piano decennale per lotta contro il cancro
È stato siglato in Marocco un piano decennale di prevenzione e controllo del cancro. L'iniziativa, il cui costo è pari a oltre 700mila euro, è stata varata durante una cerimonia nella città di Skhirat, nei pressi di Rabat, alla presenza della principessa Lalla Salma, consorte di re Maometto VI. Promosso dall'Associazione Lalla Salma per la lotta contro il cancro e dal ministero della Salute, il piano contro i tumori si avvale della collaborazione di numerosi specialisti internazionali con il fine di offrire cure di qualità accessibili a tutti cittadini in ogni zona del Paese, indipendentemente dal senso e dalla condizione sociale. Nell'attuazione del piano sarà data particolare importanza alla diagnosi precoce, con l'istituzione di 30 centri appositamente attrezzati e situati in tutte le regioni del Paese maghrebino, oltre che alla cura della malattia. Nei programmi di prevenzione grande importanza verrà data programmi di prevenzione alla lotta contro il fumo e alla promozione di stili di vita più sani.
Apre lo sportello telefonico per i pazienti ematologici
Uno sportello telefonico dedicato ai pazienti affetti da leucemie e da altre malattie ematologiche: è il Numero Verde 800.550.952, promosso dalla SIE, la Società Italiana di Ematologia. Un servizio di consulenza gratuita dedicato alle malattie del sangue già attivo in tutta Italia e realizzato con il supporto di Novartis. Per avere informazioni e assistenza in campo ematologico, basta chiamare il Numero Verde, da telefono fisso o cellulare, per ottenere spiegazioni su sintomi, esami e terapie e sapere a chi rivolgersi, se non si è già seguiti presso una struttura ematologica.
Specialisti ematologi rispondono alle chiamate e forniscono informazioni generali sulle malattie ematologiche, un primo orientamento sulle strutture e sugli esami di laboratorio, e un supporto psicologico. Il Numero Verde non sostituisce, infatti, la visita dallo specialista e non surroga l'attività delle strutture sanitarie che hanno in cura il paziente, ma rappresenta un vero e proprio sportello informativo telefonico. Il Numero Verde è attivo tutti i martedì ed i giovedì dalle ore 15.00 alle 18.00.
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