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La salute nella rete: Pro&Contro del web come consulente sanitario
Monica Melotti, N. 10 ottobre 2010
Negli ultimi anni Internet è diventato uno strumento senza dubbio importante per l’aggiornamento e per la qualità del lavoro del personale medico. Ma è anche diventato uno strumento fondamentale per i pazienti che cercano informazioni relative ai temi di salute. Se nel 2006 i pazienti erano il 25 percento ora il numero è cresciuto al 30% (dati Censis). Mentre il 56,8% dei medici si serve degli strumenti informatici per ottenere supporto conoscitivo al momento della diagnosi, mentre il 21% si aggiorna tramite internet. Gli utenti della e-health sono pazienti che cercano soprattutto informazioni ed approfondimenti sulle malattie. Dunque, questo crescente ricorso alle informazioni sanitarie disponibili sulla rete internet da parte di persone che non svolgono la professione medica, e che quindi fruiscono del web come di un vero e proprio consulente medico e sanitario, costituisce un fenomeno certamente ampio, anche per la trasformazione del rapporto medico-paziente che può configurare.
Curarsi on-line
Dai dati raccolti dal Censis (Centro studi investimenti sociali) emerge che l’acquisizione di informazioni tramite internet ha un impatto diverso a seconda della cultura dei cittadini. In generale, i laureati e le persone con un livello culturale superiore interpretano meglio le notizie trovate rispetto alle persone con istruzione inferiore, per le quali, invece, l’accesso a un grande quantità di informazioni può generare confusione. In particolare il 23,7% dei laureati, contro il 12% della media riferita al totale degli italiani, discute con il proprio medico dei risultati emersi sul web, il 22 dei laureati contro la media generale del 12,7% utilizza la rete per controllare una diagnosi ricevuta da un medico. Quasi il 9% dei laureati, contro la media del 4,7%, contesta l’esattezza di una diagnosi e delle cure basandosi sulle notizie trovate in rete. Ma curarsi on line è pericoloso. Secondo gli esperti è una cosa che si può fare solo usando intelligenza e buon senso, ma in ogni caso occorre parlarne anche con il proprio medico, non esitando a fare domande e insistendo per avere risposte. È importante poi non fare autodiagnosi e soprattutto autocura: non bisogna sostituire i farmaci indicati da un medico con altri che sembrano migliori, né tanto meno iniziare una cura sulla base di informazioni raccolte on-line. La rete può essere usata solo per avere un primo approccio, ma non deve sostituire il medico, deve essere uno strumento aggiuntivo non alternativo.
Troppo poco tempo per i pazienti
La diffusione di questo fenomeno ha avuto un’influenza anche sul rapporto tra medico e paziente.
«Un tempo il medico di famiglia era un punto di riferimento al quale rivolgersi alla minima difficoltà», dice Ovidio Brignoli, vicepresidente nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (Simg).
«Oggi, invece, le relazioni che si vengono ad instaurare fra medici ed assistiti sono molto più superficiali e frettolose, soprattutto per la mancanza di tempo e la disponibilità di entrambi. Di contro si è andati sempre più verso una specializzazione della medicina, con il risultato che solo la persona che ha un disturbo ben determinato, da seguire nel tempo, ha la possibilità di instaurare un legame più profondo con il medico». Le soluzioni? «Per prima cosa i medici dovrebbero sforzarsi di dedicare più tempo e attenzioni ai malati, ricordando che una comunicazione chiara è essenziale per la soddisfazione degli assistiti, ma anche per la loro aderenza alle cure e ai programmi di prevenzione. Ci vogliono un pizzico in più di impegno, organizzazione e pazienza. La classe medica deve capire che la comunicazione deve diventare parte integrante del processo di assistenza. Stato, Regione e Asl dovrebbero favorire la creazione di siti web autorevoli e controllati, dedicati a tematiche mediche di interesse generale, come le vaccinazioni obbligatorie o la prevenzione oncologica. I portali autorevoli, invece, dovrebbero scrivere in modo più chiaro e comprensibile».
Il successo di Internet
Nel giro di pochi anni il numero di persone che utilizza internet come fonte principale di informazione sui temi di salute è aumentato tantissimo. Diverse le ragioni. La più immediata è che la rete è a disposizione di tutti; oggi moltissime persone navigano alla ricerca di qualunque tipo di informazione: la rete nella nostra cultura ha sostituito il passaparola, il consiglio. È un mezo gratuito, rapido, informale e diretto. Fa anche risparmiare tempo. In un’epoca in cui siamo sempre di fretta, avere un mezzo che permette di capire le cause di un disturbo, senza uscire di casa è un grandissimo vantaggio. Andare dal proprio medico richiede non solo del tempo, ma anche una certa disponibilità. In una relazione vis-a-vis, la persona deve esporsi, raccontare se stessa e i suoi problemi. Se per alcuni si tratta di un atto liberatorio, per altri è un peso, molti non riescono ad aprirsi. Internet inoltre permette di mantenere l’anonimato.
Meglio lo specialista
I dati del sondaggio rivelano che gli italiani sono sempre più preparati sulla salute, anche perché uno su tre (il 29,5 percento) cerca informazioni in rete. In questo modo mettono in atto comportamenti di controllo sfidando l’autorità del medico, che non è più considerato infallibile. «Il medico - chiarisce Maria Concetta Vaccaro, responsabile del settore salute del Censis -è percepito come un esecutore tecnico di un sapere complesso di cui però non ha più l’esclusiva. Se c'è un errore è attribuito alla fallibilità del professionista e non della scienza medica. E questo aumenta l’intolleranza e pregiudica il rapporto medico-paziente. Dalle nostre indagini, però, risulta che gli italiani sono abbastanza saggi: in genere chi si autocura lo fa solo per problemi poco seri. Invece quando si tratta di problematiche di una certa complessità, il 94% dei cittadini preferisce chiedere un consulto medico, se è possibile da uno specialista». Di contro, internet può essere anche pericoloso poiché nasconde parecchie insidie. La rete contiene infatti una quantità enorme di informazioni, molte delle quali non sono controllate. Quindi non tutto quello che si trova in rete è realmente affidabile, anzi solo una minima parte ha una base scientifica. Inoltre molti siti danno informazioni generalizzate, ecco perché è sbagliato pensare di fare una diagnosi o di autoprescriversi una cura sulla base di quanto letto in rete: quello che va bene per una persona può essere nocivo per l’altra. Affidarsi troppo ad internet può generare confusione: il pericolo è di raccogliere troppe informazioni e di non sapere più come muoversi. Spesso poi c’è il rischio di preoccuparsi inutilmente, proprio perché trattano argomenti in modo generale e alcuni siti collegano anche i sintomi più banali a malattie serie. Questo non fa che amplificare un timore molto diffuso, quello di avere una patologia grave.
Forum, sostegno prezioso ma non professionale
Usare internet per cercare informazioni mediche non significa solo accedere ai siti che parlano di salute, ma anche ai forum, cioè quei luoghi virtuali in cui discutere con altre persone, scambiarsi informazioni e opinioni in merito a tematiche mediche. Si tratta di uno strumento che può aiutare a colmare la solitudine che oggi provano molti individui e a riempire le lacune lasciate da alcuni medici. In genere i forum offrono conforto e supporto: spesso chi fa fatica ad ammettere le proprie difficoltà di fronte ad una persona reale riesce a sfogarsi nel mondo virtuale. Tuttavia, anche in questo caso, ci sono delle insidie. Il rischio, infatti, è identificarsi troppo nell’altro, e quindi sottovalutare o al contrario sovrastimare il proprio problema. Inoltre bisogna tenere conto che i consigli degli altri non sono necessariamente giusti e utili.
No all’acquistodi farmaci on line
Una pratica da evitare è l’acquisto di farmaci on-line. A differenza di quelli commercializzati attraverso i canali di vendita ufficiali, non esiste nessuna garanzia, spesso si tratta di falsi. Nella migliore delle ipotesi le sostanze contenute sono le stesse di quelle previste, oppure sono delle sorte di placebo, non svolgono nessuna azione curativa, quindi sono inutili. Nella peggiore delle ipotesi le sostanze contenute possono essere tossiche e causare problemi di salute, anche molto seri. Ci sono dei siti internet che vendono i farmaci a prezzi stracciati. Questi siti non sono pericolosi solo per la salute, ma anche per il portafoglio. Circa la metà di questi siti sono delle esche per i pirati informatici, che li utilizzano per infettare i computer degli utenti e per sottrarre loro i dati importanti, per esempio per clonare la carta di credito. Il pericolo è stato segnalato dal coordinatore delle attività anticontraffazione dell’Aifa. Ecco perché è consigliato affidarsi solo ai canali di vendita tradizionali: i prodotti che arrivano in farmacia o nella parafarmacia sono controllati e sicuri.
Come ottenere informazioni corrette
Utilizzare in modo responsabile Internet significa scegliere siti affidabili. Come fare? L’associazione dei consumatori Altroconsumo ha stilato una guida preziosa, eccola.
- Chi sta dietro il sito? Chi lo possiede? Qual è il suo scopo? Chi lo finanzia?
Molti siti hanno un’apposita voce, tipo chi siamo. È importante leggerla. Informazioni di questo tipo sono segno di trasparenza. Chi finanzia un sito (per esempio un’azienda) può avere voce in capitolo anche sui contenuti: questo potrebbe alterare l’obbiettività delle informazioni.
- Chi scrive i contenuti? Quali fonti vengono utilizzate?
Le affermazioni presenti nel sito si devono basare sulla letteratura scientifica e non sul semplice parere di un autore, per quanto specialista di un settore (anche se fosse un medico).
- Il testo è comprensibile? Ci sono termini tecnici o frasi poco chiare.
La leggibilità è un aspetto importante perché le indicazioni possano essere comprese da tutti gli utenti della rete.
- Le informazioni sono equilibrate oppure sono scritte in chiave sensazionalistica o allarmistica?
Meglio diffidare dei miracoli, così come degli allarmi eccessivi, in medicina raramente si può parlare di certezza assoluta o di rischio totale.
- Non sostituisce il dottore. È dichiarato esplicitamente che le informazioni fornite non sono alternative alla consultazioni diretta con il medico curante?
Sarebbe bene che i siti che si occupano di salute lo facessero: le informazioni sono sempre di carattere generale.
- Sono presenti messaggi pubblicitari che si riferiscono a prodotti a pagamento? Sono presenti sponsor o messaggi che possono creare conflitto di interesse con il tipo di informazioni fornite?
Uno dei rischi che si può correre è imbattersi in un sito che con il pretesto di informare, in realtà fa pubblicità al prodotto che vuole vendere.
- Occhio al link. Se il sito rimanda attraverso dei collegamenti ad altre pagine di approfondimento, si tratta di siti commerciali pieni di pubblicità?
A volte viene utilizzato un sito per informare, ma poi si rimanda ad un altro sito commerciale per vendere il prodotto.
- Il sito è stato aggiornato? Riporta la data di inserimento dei dati?
L’aggiornamento frequente, pur non dando la certezza dell’attendibilità delle informazioni, è indicatore almeno del fatto che viene garantita una manutenzione costante del sito e quindi una gestione attiva.
Attenzione alla privacy, nel caso cui vengono chiesti i dati personali, sono presenti le informazioni sul loro trattamento?
Se è richiesto l’inserimento dei dati personali, deve avvenire nel rispetto della legge sulla privacy.
I siti più frequentati
In rete si trovano tantissimi siti e portali dedicati alla medicina. Abbiamo provato a digitare la parola “salute” su uno dei più comuni motori di ricerca e abbiamo ottenuto 40.900.000 risultati. Scrivendo “mal di testa” i risultati sono stati 1.720.000. Con “tosse” 1.150.000. Le pagine web più visitate sono quelle di www.dica33.it, canali.kataweb.it/salute, www.alfemminile.com, www.salus.it. Accanto a questi ci sono siti specifici che occupano i primi posti nei risultati di motori di ricerca, spesso gestiti da associazioni o medici e i siti dei principali quotidiani e delle agenzie di stampa. In linea generale i siti più affidabili in materia di salute sono quelli gestiti dalle associazioni scientifiche, dalle riviste scientifiche, dagli ospedali e dalle autorità sanitarie. Ecco qualche esempio: www.salute.gov.it (il sito del Ministero della salute), www.agenziafarmaco.it (sito dell’Aifa, agenzia italiana del farmaco), www.iss.it (sito dell’Istituto superiore di sanità), www.guidausofarmaci.it (guida on line gestita dall’Aifa, in cui si possono far ricerche con il nome del farmaco, del principio attivo e della malattia).
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